I medici e il marketing: Perchè è un diritto e un dovere

 

Quando parlo con un professionista del campo medico o persone che hanno a che fare con dei pazienti ancor prima che con dei clienti, mi viene obiettato che il marketing e la comunicazione per loro è una cosa da non fare perché troppo commerciale (suona come “venghino signori venghino”)

Vediamo allora perché:

  1. Il medico ha diritto a fare marketing
  2. Il medico ha il dovere di fare marketing
  3. Fare marketing non vuol dire essere commerciali

Il medico ha diritto di fare marketing

Se è un libero professionista e deve “guadagnarsi” il suo stipendio è corretto che possa trovarsi i suoi clienti/pazienti. il passaparola è e rimarrà il miglior marketing, sì anche quello è marketing, ed esistono tecniche per renderlo più “attivo”, ma ci sono anche motivi per cui non funziona.

In questo mondo dove ci facciamo gli auguri tramite i social, dove spesso non conosciamo i vicini di casa, il passaparola perde potenzialità e inoltre ci sono delle professioni dove la privacy porta a non chiedere (perché non voglio far sapere agli altri che ho un certo problema) oppure a non avere risposte (tipicamente su discorsi estetici, ad esempio perché ammettere che i tuoi denti erano storti quando puoi far finta di essere nato con un sorriso perfetto?).

A questo punto Google diventa l’amico del tuo possibile paziente, ed essere tra i primi risultati delle ricerche e apparire nei primi 3 risultati delle mappe è un tuo diritto e necessità.

 

Il medico ha il dovere di fare marketing

Suona strano? Ok, se siamo d’accordo che la salute del paziente è la cosa più importante allora in un mondo ideale, i risultati di Google dovrebbero mettere ai primi posti i professionisti migliori e poi gli altri.

Stessa cosa sui social l’esperto dovrebbe avere più spazio ed essere più ascoltato rispetto agli altri, non per meritocrazia o importanza ma per il bene della salute del paziente.

Purtroppo non è così. Se i migliori professionisti non fanno marketing, i pazienti che per qualsiasi motivo si devono affidare al web per cercare una soluzione, dovranno credere che le soluzioni migliori sono quelle che Google o i canali social propongono.

Ecco perchè è un dovere per un medico fare marketing: per fare in modo che le “risposte” e i “segnali” del web siano adeguate alle ricerche del paziente.

Chiamatelo “fare marketing etico per contrastare il marketing commerciale” oppure “fare marketing per il bene della salute del paziente”

 

Fare marketing non vuol dire essere commerciali

Quando si fa marketing è quella di essere troppo commerciali, ma questo dipende dalle azioni fatte, apparire tra i primi risultati organici (non a pagamento) di Google non vuol dire essere commerciali, come anon lo era pparire tra i primi posti delle vecchie Pagine Gialle solo perché il cognome inizia per A. Il posizionamento su Google per molte professioni la forma più grande di marketing che si può fare, perché essere tra i primi posti di Google vuol dire traffico assicurato sul sito e quindi (supponendo che il sito faccia il suo “mestiere”) nuovi contatti.

Usare i canali social: sia che vengano usati come completamento della vostra presenza sul web o sia come un vero e proprio canale di marketing,  la soluzione migliore per avere appeal senza essere commerciali è quella di fare educazione del possibile paziente, spiegandogli argomenti che gli permettano di capire chi è un esperto nel settore, perché appunto come detto prima è doveroso che il cliente possa scegliere un professionista che sappia curarlo bene, e argomenti sempre importanti come la prevenzione.

 

Quindi fare marketing per uno specialista in campo medico, specie quando è bravo, è non solo un diritto ma anche un dovere. Perchè fare marketing = più pazienti e più pazienti curati = più benefici alle persone.

 

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